Politica “2.0” – Tecnovirali

se la politica è social.

Ormai da molti anni la politica è sbarcata sulle nostre bacheche di facebook e su ogni social esistente. La politica sta sempre più migrando da un media come la televisione non abbandonandolo mai definitivamente, per concentrare le sue mire nel mondo online. Le ultime votazioni italiane sul referendum costituzionale ne sono un esempio, hanno visto gli italiani decidere tra il SI e il NO seguendo le varie battaglie sui social a suon di tweet e post da parte delle varie fazioni.

uno dei precursori di questo processo mediatico è stato sicuramente Obama le cui azioni fondamentali hanno visto l’utilizzo della piattaforma White House 2 (utilizzata e promossa durante la prima campagna elettorale del’ex-presidente americano per realizzare programmi e proposte condivise,attiva dal 2008 al 2010) che aveva il compito di intercettare i sostenitori e crearne una comunità, successivamente stimolarli all’azione e alla donazione e infine di utilizzarli come veicoli del messaggio politico che volevano trasmettere sui social con lo scopo di attirare più consensi, come infatti è stato.

Obama e il suo staff non hanno fatto altro che aprire la strada a un progetto di integrazione politico-sociale che sta interamente evolvendo sui social  e che ci vede continuamente bombardati da notizie a attività politiche che spostano il consenso della sempre più grossa fetta di cittadini che popolano il mondo social.

Attualmente le forze politiche che a livello mondiale hanno attuato queste modifiche nel loro modo di porsi all’elettorato, sono quelle che hanno ottenuto maggiori successi dal punto di vista dei consensi.

Un’altro punto rilevante sotto il punto di vista dell’integrazione tra politica e nuove tecnologie è lo sviluppo della cosi detta e-democracy o  democrazia diretta che ha favorito una maggiore partecipazione politica.

le prime esperienze pratiche dimostrano che l’e-democracy può essere usata per migliorare la burocrazia relativa alle operazioni di voto, in alcune nazioni come l’Estonia l’e-democracy è una realtà, le persone possono votare dal 2005 via internet sia per le elezioni che per i referendum. In Islanda un progetto molto ambizioso e quello che vede lo sviluppo di una piattaforma derivata da White House 2 per riscrivere la Costituzione nazionale grazie all’apporto di tutti i cittadini.

I punti di forza di tali applicazioni sono sicuramente il fatto di abbassare notevolmente i costi di una consultazione e quello di ottenere una partecipazione che arrivi direttamente nelle case di tutti, di contro gli aspetti negati possono essere il bisogno di strutture testate e certificate che siano in grado di gestire intrusioni criminose volte a falsificare i dati raccolti.

“Il suffragio popolare è un mito e su ciò credo che potremo essere tutti d’accordo; ma è un mito necessario ed il migliore che finora sia stato inventato.” Luigi Einaudi

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Un pensiero su “Politica “2.0” – Tecnovirali

  1. non sono molto d’accordo sull’uso smodato del web da parte dei politici. Le riforme non si fanno a colpi di tweet. Le leggi neppure e neppure le scelte di chi ci si deve rappresentare. Sono forzature dove il dialogo e il confronto è viziato da una comunity ristretta e da chi strilla di più o da chi le spara più grosse.

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