Metropia, un fantastico incubo post-industriale

Il film che vi consigliamo oggi è una favola/incubo post-moderno ambientato in un probabile futuro diretto dallo svedese Tarik Saleh.

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Questo film è ambientato nel 2024, dopo una crisi mondiale che ha colpito ed esaurito definitivamente le risorse energetiche tradizionale (i combustibili fossili, gas, carbone e uranio), l’europa si ritrova riunita in una macro-nazione unita tramite collegamenti metropolitani e governata dalla Trexx corporation azienda che gestisce i treni sotterranei. il protagonista, Roger impiegato di un call-center, schiacciato dalla routine quotidiana, in un giorno qualunque effettua una deviazione al suo percorso giornaliero per seguire la bionda e misteriosa Nina, da Stoccolma fino a Parigi, inoltrandosi nei sotterranei di un grande mistero, che lo porterà a scoprire dei segreti che lo metteranno difronte a una realtà pericolosa.

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Metropia si inserisce in quel filone narrativo caratterizzato da mondi catastrofici, nei quali il Potere è riuscito ad assoggettare le masse al suo volere, senza che i singoli individui siano in grado di reagire, perlopiù in quanto ignari della loro condizione e succubi di slogan pubblicitari o propagandistici (un po’ come in 1984 di Orwell).

Perché vi consiglio questo film? Innanzitutto perché la trama è particolarmente brillante: vi sono delle intuizioni geniali (come la grande Metro e l’analogia con i call center) e sono presentate delle tematiche attuali, anche se già ampiamente sviscerate da altre opere (come V per vendetta, il già citato 1984 e Fahrenheit 451). Ma la caratteristica che rende unico questo film è l’atmosfera che riesce a creare attraveso una tecnica d’animazione che è del tutto innovativa. La stilizzazione poetica dei personaggi dagli occhioni enormi e dai corpi striminziti, da una parte, e il realismo fotografico di ambientazione noir, dall’altra, creano un progetto del tutto originale e innovativo.

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2 pensieri su “Metropia, un fantastico incubo post-industriale

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